DON GALLO: ALLORA: PRETE O LAICO? (Parte Ventunesima ed ultima)

Indice

Prete laico? Le due parole formano un ossimoro come “dolce e amaro”? O possono stare benissimo insieme?
Da quanto abbiamo visto, nell’analisi dettagliata di tutti i suoi scritti, non si può non rispondere che è un laico convinto su tutti gli aspetti essenziali, che qualificano la laicità e un pensiero laico, con la caratteristica che alcuni punti essenziali del suo essere laico li fonda sul suo essere prete della Chiesa cattolica, ma soprattutto sul suo essere fedele al Vangelo e alla figura di Gesù.
Ad esempio: la libertà di coscienza, di pensiero, di espressione, e dunque l’autodeterminazione dell’individuo la considera come dottrina certa del Concilio Vaticano II e dunque ufficialmente della Chiesa, che con il Concilio avrebbe rifiutato qualsiasi forma di fondamentalismo ed integralismo religioso, riconoscendo il valore della persona rispetto a quello della verità imposta: la persona prima della verità.

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PASSEGGIANDO PER LA BIBBIA … MOSÈ FACCIA A FACCIA CON DIO

PASSEGGIANDO PER LA BIBBIA (tutti i sonetti)

La tenda del convegno con Dio

“Mosè a ogni tappa prendeva la tenda e la piantava fuori dell’accampamento e l’aveva chiamata “tenda del convegno”. Appunto in quella tenda del convegno si recava chiunque volesse consultare il Signore.
Quando Mosè usciva per recarsi alla tenda tutto il popolo si alzava in piedi stando ciascuno all’ingresso della sua tenda. Quando Mosè entrava nella tenda scendeva la colonna di nube e restava all’ingresso della tenda.
Allora il Signore parlava con Mosè.
Così il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla con un altro”.
Esodo XXXIII, 7, 11

Aronne chiede: “ Quando v’incontrate,
e siete faccia a faccia al caminetto,
quelle serate come le passate
e come si presenta Lui d’aspetto?”

“ Lui non mi fa domande, sa già tutto,
giochiamo sempre a briscola e scopone,
e punta solo a vincer, soprattutto,
e bara sempre ma non si scompone!

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DON GALLO: FABRIZIO E IL PRETE: “IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA”

Prima parte

Seconda parte

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PASSEGGIANDO PER LA BIBBIA … LE PIAGHE D’EGITTO (Per tacer di quelle italiote)

PASSEGGIANDO PER LA BIBBIA (tutti i sonetti)

“Allora il Signore disse a Mosè:
“Va’ dal faraone perché io ho reso irremovibile il suo cuore e il cuore dei suoi ministri per operare questi miei prodigi in mezzo a loro e perché tu possa raccontare e fissare nella memoria di tuo figlio e di tuo nipote come io ho trattato gli egiziani e i segni che ho compiuti in mezzo a loro e così saprete che io sono il Signore!”
Ma il Signore rese ostinato il cuore del faraone il quale non lasciò partire gli israeliti.
Mosè e Aronne avevano fatto tutti questi prodigi davanti al faraone, ma il Signore aveva reso ostinato il cuore del faraone il quale non lasciò partire gli israeliti dal suo paese”.
Esodo X, 1 – X , 20 – XI , 10

Le piaghe d’Egitto

Mosè ringrazia : “ O Dio onnipotente
da quel tremendo Egitto ci hai salvati”
“ Son io che vi ringrazio, veramente,
i miei angioletti sono rilassati!

È già un’eternità – mi avevan detto –
che noi cantiamo in coro, ma è una pizza!
Perché non ci presenti un bel giochetto
che questa noia un po’ la vivacizza?

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PASSEGGIANDO PER LA BIBBIA … MOSÈ ED IL ROVETO AR-DENTE

PASSEGGIANDO PER LA BIBBIA (tutti i sonetti)

Il roveto ardente

“Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb.
L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto.
Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco ma quel roveto non si consumava.
Mosè pensò:
“ Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?”.
Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse:
“ Mosè, Mosè!” .
Rispose : “ Eccomi”.
Riprese: “ Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!”
Esodo III, 1,5

Miracoli della tecnologia

Mosè nella sua tenda è ritornato
e tanta gente gli si affolla intorno:
“ Il Padreterno ho visto e ci ho parlato
e su un evento insolito vi aggiorno:

per ben tre giorni son salito al monte
e al quarto la sua voce mi parlava,
veniva da un roveto a me di fronte
che tutto ardeva e non si consumava.

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PASSEGGIANDO PER LA BIBBIA … GIACOBBE: COME FREGARE IL FRATELLO E VIVERE FELICI

PASSEGGIANDO PER LA BIBBIA (tutti i sonetti)

Giacobbe carpisce ad Isacco la benedizione riservata a Esaù

“Isacco era già vecchio e gli occhi gli si erano così indeboliti che non ci vedeva più.
Chiamò Esaù, il figlio maggiore e disse:
“Vedi, io sono vecchio e ignoro il giorno della mia morte: esci in campagna e prendi per me della selvaggina”.
Andò dunque Esaù in campagna a caccia di selvaggina.
Rebecca disse al figlio Giacobbe:
“ Va’ al gregge e prendimi due capretti: io ne farò un piatto per tuo padre, secondo il suo gusto.
Così tu lo porterai a tuo padre che ne mangerà perché ti benedica prima della sua morte.”
Rispose Giacobbe:
“ Sai che mio fratello Esaù è peloso mentre io ho la pelle liscia: forse mi palperà e si accorgerà che mi prendo gioco di lui e
attirerò su di me una maledizione anziché una benedizione.”
Rebecca prese i vestiti migliori di suo figlio maggiore e li fece indossare a Giacobbe; con le pelli dei capretti rivestì le sue braccia e la parte liscia del collo.
Isacco disse:
“ Avvicinati e lascia che ti palpi per sapere se tu sei proprio il mio figlio Esaù o no”.
Giacobbe si avvicinò a suo padre Isacco che lo tastò e disse:
“ Le braccia sono quelle di Esaù.”
Così non lo riconobbe perché le sue braccia erano pelose come quelle di Esaù e perciò lo benedisse.
Gli disse ancora: “ Tu sei proprio mio figlio Esaù?”
Rispose: “ Lo sono”.
Allora disse: “ Porgimi da mangiare della selvaggina del mio figlio perché io ti benedica”.
Gliene servì ed egli mangiò , gli portò il vino ed egli bevve.
Poi gli disse : “ Avvicinati e baciami, figlio mio!”
Gli si avvicinò e lo baciò.
Isacco avvertì l’odore degli abiti di lui e lo benedisse.
Genesi XXVII, 1, 27

Il test dei cinque sensi

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DON GALLO: ANARCHIA SÌ VIOLENZA NO

1) Don Gallo dice di essere anarchico, perché ama la libertà:
“Anarchia sì, non un dogma o un decalogo, ma quell’atteggiamento profondo dell’anima che aspira alla libertà” (Così in …, p.45).
Purtroppo, nell’uso comune il termine anarchia rievoca storicamente violenze e disordine, ma, accanto a questo, c’è un altro filone anarchico, che parte da Socrate passa per Thoreau, Tolstoi, Gandhi e arriva fino a Capitini, e mi sembra di poter dire che Don Gallo include in questo filone anche il suo Gesù evangelico, visto come il liberatore dal potere e dalla violenza.
Accetta di sé la definizione che gli ha cucito addosso Vasco Rossi: angelicamente anarchico e l’avverbio è quello
che lo qualifica nella sua nonviolenza:
“Io sono contro ogni violenza, ma disapprovo la criminalizzazione, anche come sacerdote che cerca di capire i motivi di un certo comportamento e poi mi chiedo quale sia la vera violenza.
Non sarà, forse, il modello di sviluppo che stiamo subendo? …
Se continuiamo su questo modello i ricchi saranno sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Ecco la violenza” (Il fiore…, p.163).
Il rifiuto totale di ogni forma di violenza lo ha fatto approdare sui lidi del pacifismo , secondo il quale la guerra va rifiutata sempre e comunque come la massima forma di violenza dell’uomo sull’uomo, tanto da arrivare a denunciare il presidente del Consiglio D’Alema, per aver partecipato alla guerra contro la Serbia, denuncia fatta in base all’ articolo 11 della Costituzione, in cui si afferma che
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
A questo aggiunse anche un digiuno classico della tradizione nonviolenta contro i bombardamenti su Belgrado.

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LA VIA CRUCIS DI FORMIGRISTO

Nella prima stazioncina si contempla,
sulla fronte sanguinante, quella indegna
dicerìa della vacanza, giù , in Sardegna
che qualcuno a sua insaputa gli pagò.

Nella prossima stazione si contempla
dal costato tanto sangue che distilla
per la candida vacanza giù ad Anguilla
che ha pagato, lui dormiente, il buon Daccò.

Nella terza stazioncina si contempla
il tremendo panorama di Parigi
dove lui trovò soltanto gatti bigi
ed un euro lui nemmeno lo toccò.

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DON GALLO: RAZZA? UMANA

1) Don Gallo considera il razzismo, e come poteva essere diversamente, un pregiudizio aberrante, ma proprio per questo forse non ci si sofferma più di tanto, essendo evidente per lui che, se si è tutti figli di Dio, non si può che essere tutti uguali.
Ma quando lo fa, anche su questo problema interviene con il suo modo originale ed efficace:
“Gli antropologi e ormai tutti sanno che l’uomo è sulla terra da milioni di anni.
Oltretutto nasce in Africa.
Quando io vedo un nero, gli dico:
“Vieni un po’ qua. Sei rimasto normale tu. Guarda che siamo noi gli anormali” …
Una volta, a Forlì, sotto il palco c’era una piazza che non finiva più.
Vedo una bella ragazza nera e dico:
“Vieni su”.
C’erano migliaia di persone.
“Vedete”, dico, “io quando incontro i neri li abbraccio perché sono gli unici rimasti normali” (Non uccidete …, p.77-78).
Già! I nostri antenati erano neri! La mia famiglia è di Campo Ligure un paesino … una volta, nel periodo fascista, portai a casa la pagella e la consegnai a mio padre, un brav’uomo, semianalfabeta, che lavorava per le ferrovie.
Arrivato in fondo al foglio lesse: Andrea Gallo, razza ariana .
Mi guardò e disse:
“Andrea, si sono sbagliati, noi siamo di razza di Campo!”.
Laddove non c’è cultura, basta avere cuore.
Mio padre non era un genio eppure giunse alle stesse conclusioni di Einstein, il quale dovette lasciare la Germania perché era ebreo e, quando arrivò all’ufficio immigrazione americano al funzionario, che riempiva i moduli e che chiedeva di che razza fosse rispose: “Umana” ”.

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PASSEGGIANDO PER LA BIBBIA …Dio ordina, Abramo esegue, Isacco …

PASSEGGIANDO PER LA BIBBIA (tutti i sonetti)

Abramo e il sacrificio di Isacco

“Dio mise alla prova Abramo e gli disse:
“ Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va’ nel territorio di Morìa e offrilo in olocausto su un monte che io ti indicherò”.
Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato.
Il terzo giorno alzò gli occhi e vide quel luogo. Disse ai servi:
“ Fermatevi qui con l’asino: io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi”.
Abramo prese la legna dell’olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello poi proseguirono tutt’e due assieme.
Arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull’altare, sopra la legna.
Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare il figlio.
Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse:
“ Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male!”
Genesi XXII, 1, 12

Il testimone

La Sara chiede all’angelo custode:
“ Isacco sano e salvo è ritornato,
al buon Signore sia la gloria e lode,
raccontami quel fatto come è andato”!

“ Non disse una parola men che degna
e contro il padre non ha alzato un dito,
s’è caricato in spalla anche la legna
con cui sarebbe stato abbrustolito

e il collo ha messo a nudo ed ha lavato
e, senza manco essere costretto,
da solo sulla pira s’è legato
e ha pure fatto un nodo stretto stretto.

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